Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 26/2026 di conversione del Decreto Milleproroghe (D.L. n. 200/2025), sono stati prorogati tre degli incentivi più rilevanti introdotti dal Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024), scaduti il 31 dicembre 2025. Le regole di base (requisiti soggettivi, modalità di domanda all’INPS, incompatibilità con altri esoneri) restano quelle illustrate nel nostro articolo del 2025. Ciò che cambia riguarda scadenze e intensità degli sgravi, con differenze importanti tra le tre misure.
Una rilevante novità del 2026 è che senza il requisito dell’incremento occupazionale netto scende il beneficio ma non si viene esclusi come succedeva nel 2025.
Bonus Under 35 — La proroga copre le assunzioni (e trasformazioni da tempo determinato a indeterminato) effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2026. L’esonero contributivo, che nel 2025 era pari al 100% dei contributi datoriali, viene ridotto al 70% per il periodo prorogato nel limite di 500€ mensili (650€ per le zone ZES). Se invece l’assunzione genera un incremento occupazionale netto lo sgravio torna al 100%.
Bonus ZES – Over 35 — Stesso schema del Bonus Under 35: proroga fino al 30 aprile 2026, esonero al 70% (elevabile al 100% in presenza di incremento occupazionale netto), con massimale a 650 euro mensili. Si ricorda che l’area ZES Unica Mezzogiorno è stata estesa anche a Marche e Umbria (Legge n. 171/2025).
Bonus Donne — Qui la proroga è più generosa: l’esonero contributivo al 100% per 24 mesi viene esteso a tutte le assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate effettuate fino al 31 dicembre 2026 nel limite massimo di €650,00 mensili, senza alcuna riduzione dell’aliquota. Rimangono le tre categorie di beneficiarie previste dal Decreto Coesione: donne disoccupate da almeno 24 mesi (ovunque residenti), donne disoccupate da almeno 6 mesi residenti nelle aree ZES, e donne impiegate in settori con marcata disparità di genere.
A seguito dell’approvazione del Decreto Lavoro, anche l’operatività dei Bonus è stata sbloccata. La sostanza dei bonus è rimasta invariata, l’unica novità introdotta dal Decreto Lavoro è che il cosiddetto “salario giusto” è condizione essenziale per le aziende per accedere agli incentivi di cui sopra. Cosa vuol dire? Che le retribuzioni di tutti i dipendenti non devono andare al di sotto dei minimi retributivi previsti dal CCNL di riferimento per la loro mansione.
Obbligo di pubblicazione annuncio di lavoro su SIISL
Un’altra novità riguarda l’obbligo di pubblicazione degli annunci di lavoro sul portale SIISL, che dal 1° dicembre 2026 sarà dirimente per l’ottenimento delle agevolazioni contributive.
La notizia è stata resa nota il 24 settembre da Andrea Piscopo, direttore generale per l’innovazione del Ministero del Lavoro, durante una convention nazionale dei consulenti del lavoro. Il periodo di sperimentazione avviato con l’articolo 14 del D.L. n. 159/2025, dunque, si dovrebbe chiudere il 30 novembre 2026 e l’obbligo dovrebbe diventare operativo dal 1° dicembre, coinvolgendo tutte le tipologie di assunzioni incentivabili.
In sostanza, se il datore di lavoro risulterà non aver pubblicato l’annuncio di lavoro sulla piattaforma SIISL prima dell’assunzione incentivabile, non avrà accesso agli sgravi contributivi previsti dalla Legge.
Si attende comunque il testo ufficiale per conoscere i dettagli.
Bonus lavoratrici madri 2026
A fine luglio, una circolare Inps definisce l’operatività di un altro bonus approvato con la Legge di Bilancio 2026 e non ancora operativo: quello per l’assunzione agevolata di donne madri di almeno 3 figli, tutti minorenni, prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
Possono richiedere lo sgravio tutti i datori di lavoro privati che, a partire dal 1° gennaio 2026, hanno assunto lavoratrici con i requisiti sopra elencati. L’assunzione può essere tanto a tempo determinato quanto a tempo indeterminato.
Lo sgravio consiste nella decontribuzione totale, per un massimo di 8.000€ annui. Se l’assunzione è a tempo determinato, lo sgravio contributivo è valido per i 12 mesi successivi all’assunzione, 18 mesi per le trasformazioni a tempo indeterminato e 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato.
Il datore di lavoro dovrà dimostrare di:
- possedere Durc regolare;
- non avere all’attivo violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale;
- rispettare gli accordi e il CCNL di riferimento.
Per usufruire dello sgravio, il datore di lavoro dovrà inoltrare domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPS. In particolare, dovrà inoltrare modulo di istanza on-line denominato“ELM3”, e attendere l’accettazione da parte dell’istituto. La domanda, dunque, non presuppone la fruizione dello sgravio: i fondi sono limitato e pertanto l’istituto si riserva di erogarli in ordine di ricezione delle domande, a parità di requisiti.
Per assistenza nella valutazione o per la presentazione delle domande, non esitare a contattarci.



