Indennità di trasferta e infedele registrazione sul LUL

(Ministero del Lavoro, Lettera Circolare n.11885 del 14.06.2016 – INPS, Messaggio n. 2682 del 16.06.2016)

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito chiarimenti in ordine al regime sanzionatorio applicabile in caso di “disconoscimento” della prestazione lavorativa effettuata in regime di trasferta, con specifico riferimento all’applicazione della sanzione per infedele registrazione sul LUL.

In particolare, è stato ribadito che il concetto di infedele registrazione va riferito esclusivamente ai casi di difformità tra i dati registrati ed il quantum della prestazione lavorativa resa (es: meno ore rispetto a quelle effettivamente lavorate) o l’effettiva retribuzione o compensi corrisposti (es: “fuori busta”).

In relazione alla specifica tematica inerente alla non conforme scritturazione/registrazione della voce “trasferta”, viene precisato che si configura la condotta di infedele registrazione tutte le volte in cui viene riscontrata, a seguito di accertamento ispettivo, una difformità tra la realtà effettiva e quanto registrato sul LUL e sempre a condizione che “l’erronea” scritturazione del suddetto dato abbia determinato una differente quantificazione dell’imponibile contributivo.

Tale difformità si configura sia nel caso in cui la trasferta non sia stata proprio effettuata oppure la relativa indennità occulti emolumenti dovuti ad altro titolo (es: straordinari) con fine evidentemente elusivo oppure ancora che nel caso in cui sotto la voce trasferta siano state erogate somme per compensare le prestazioni lavorative rese dai c.d. trasfertisti.

In definitiva, il regime sanzionatorio per infedele registrazione sul LUL trova applicazione nei casi in cui la registrazione del dato risulti sostanzialmente non veritiera sia in ordine ai dati meramente quantitativi della stessa (es. differente retribuzione di fatto erogata o differente orario di lavoro/riposi effettivamente goduti) che in ordine ai dati qualitativi (inerenti l’ indicazione sul LUL di una causale o titolo fondante l’erogazione economica che non trovi riscontro nella concreta esecuzione della prestazione).

Infine, si ritiene opportuno ricordare che, a seguito delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 151/2015 l’ infedele registrazione sul LUL che determini differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da €. €.150 a €.1.500. 

Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi, la sanzione va da €.500 a €.3.000 euro e da 1.000 a 6.000 euro se si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi.

Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali

(D.Lgs. 8/2016 – G.U. n. 17 del 22.01.2016 – Ministero del Lavoro, Decreto 11.01.2016 – Ministero del Lavoro, Lettera Circolare n. 9099 del 03.05.2016)

A seguito dell’ entrata in vigore (06.02.2016) del decreto in tema di depenalizzazione dei reati puniti con la sola pena pecuniaria il Ministero del Lavoro ha diramato indicazioni operative in merito all’ OMESSO VERSAMENTO DELLE RITENUTE PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI; illecito ora punito con la sanzione amministrativa da €. 10.000,00 ad €. 50.000,00 se l’ importo delle ritenute previdenziali è inferiore ad €. 10.000,00.

Viceversa, se l’ importo delle ritenute previdenziali è superiore ad €. 10.000,00, continuerà a trovare applicazione la precedente sanzione (penale) della multa fino ad €. 1.032,00 e della reclusione fino a 3 anni.

In entrambi i casi, il datore di lavoro continua a non essere sanzionato nel caso in cui provveda a versare le ritenute entro 3 mesi dalla notifica della contestazione della violazione.

Con il provvedimento in esame, il Ministero del Lavoro ha individuato nell’ anno civile il periodo di riferimento temporale per l’ individuazione dell’ importo complessivo dei versamenti omessi a titolo di ritenute.

Tuttavia, in considerazione del fatto che i versamenti contributivi relativi al mese di dicembre vengono effettuati il 16 gennaio dell’ anno successivo, ai fini della determinazione dell’ importo omesso nell’ anno, si terrà conto dei versamenti effettuati dal 16 gennaio (relativi al mese di dicembre dell’ anno precedente) sino al 16 dicembre  (relativi al mese di novembre).

Conseguentemente, i controlli sul corretto adempimento degli obblighi contributivi dovranno riguardare tutti i versamenti che il datore di lavoro è tenuto ad effettuare nel corso dell’ anno contributivo (dal 16 gennaio al 16 dicembre).